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Il progetto Chiaroscuro

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ChiaroscuroLa Fondazione Il Forteto presenta: “CHIAROSCURO", ovvero un progetto rivolto a tutti i giovani, dai 16 ai 30 anni del Mugello e della Val di Sieve, che attraverso il lavoro cinematografico, teatrale, un viaggio nei paesi di origine dei ragazzi stranieri e ad altre azioni ancora (Organizzazione di un evento musicale, di un concorso per cortometraggi, la divulgazione del materiale filmato e la rappresentazione dell’allestimento teatrale laddove ci sia sensibilità e necessità – scuole, sedi di associazioni etc,) cerca di aiutare i giovani a raccontarsi e dialogare.

L’idea iniziale è quella dell’integrazione interculturale per contrastare le problematiche dell’immigrazione ma in verità si tratta di realizzare luoghi dove  dialogare, interagire, imparare e produrre, che interessano proprio tutti, non solo l’immigrato. 
Paure, timori pregiudizi impediscono l’interazione fra le persone e conseguentemente, l’integrazione degli immigrati che purtroppo si ritrovano, spesso, a vivere situazioni di emarginazione profonda. La diversità per ragioni antropologiche e psicologiche spaventa. L’immigrato, specialmente in situazioni di crisi economica come quella che stiamo attraversando, può facilmente diventare il capro espiatorio e ragione del disagio sociale.
Sfugge dunque l’aspetto positivo della diversità che, al contrario, costituisce un’autentica fonte di ricchezza ed una risorsa importante per il territorio ed i suoi abitanti.
La zona interessata dal progetto è quella delimitata dal Mugello e dalla Val di Sieve e l’impegno primario è quello di cercare i giovani oltre la scuola, dove è facile, ma in quei luoghi e in quella fascia d’età che sfugge alle istituzioni  per incontrare quelli che evadono dall’obbligo scolastico oppure che avendolo concluso sono fuori dalla scuola ma ancora non lavorano. Si tratta di giovani che vivono maggiormente l’incertezza, in una situazione in cui scaturiscono più facilmente tutti quei problemi di violenza, abuso, emarginazione, anche molto gravi.
Un progetto che trova le sue radici nell'esperienza del Forteto iniziata nel 1977 da un manipolo di giovani dai 20 ai 30 anni, cementati dall’amicizia e che nella ricerca di risposte all’incertezza di allora decisero di lavorare e vivere insieme. Erano gli anni della legge “180” con gli psichiatri affannati a trovare luoghi dove poter collocare persone che avevano bisogno. Fu naturale aprirsi anche a loro,  ed è stata un’esperienza che ha portato insieme a problematiche nuove e difficili anche una grande ricchezza umana e affettiva. Le relazioni umane sono sempre state il fulcro dell'esistenza del Forteto.
Il giovane prima di tutto ha bisogno di operare, pur non avendo ancora strumenti pur non avendo ancora svolto la formazione. C’è un’ansia di essere, di operare. Ansia che spesso trova una risposta apparente nell’omologazione.
Fare cinema e teatro offre momenti significativi di coinvolgimento in cui i giovani si appassionano e lavorano aprendosi anche ad apprendimenti prettamente scolastici e acquisendo fondamentali competenze nel lavoro di gruppo e nelle relazioni interpersonali. Fare una sceneggiatura, un piano di lavoro, realizzare un cortometraggio collaborando con altri 10, 15, 20 persone, insegna moltissimo.
Uno degli obbiettivi fondamentali dell’iniziativa e il “sogno” è riuscire a costruire, nel Mugello e nella Val di Sieve, dei luoghi concreti e mentali dove poter apprendere i primi elementi della cinematografia, del teatro ma che soprattutto offrano la possibilità di elaborare appartenenza e continuità di relazioni e di interazione tra persone.
La realizzazione di un lavoro teatrale, la raccolta filmata di documentazione pertinente, viaggi nei paesi di provenienza di alcuni dei partecipanti, la costruzione di un cortometraggio creato con la collaborazione di ragazzi italiani e stranieri, evidenziando saperi, ricordi, nostalgie di terre diverse e lontane, può dare loro elementi per la comprensione della diversità-uguaglianza oltre ad apprendimenti strumentali, culturali e acquisizioni tecniche occasione di orientamento professionale.
I giovani italiani potranno capire e apprezzare il senso profondo di un’appartenenza naturale e data, gli altri attraverso il processo di condivisione potranno acquisire e condividere, progressivamente una nuova appartenenza.
Raccontarsi, ascoltare, ripercorrere insieme le tappe del viaggio alla ricerca della speranza, conoscere, mettersi nei panni dell’altro e far proprie le esperienze altrui, manifestare idee, sentimenti, risentimenti e pregiudizi, in un luogo qualificato e rassicurante, non può che stimolare e favorire l’interazione quale premessa importante ed essenziale per una concreta  integrazione.
Con i laboratori di 15 incontri di tre ore ciascuno, gratuiti, i giovani partecipanti impareranno a costruire un cortometraggio, uno spettacolo teatrale, a organizzare un evento musicale e un concorso artistico, dall’idea al progetto fino alla realizzazione.
L’iniziativa realizzata con la collaborazione del progetto Kontatto e il contributo dell’assessorato alle Politiche sociali della Regione Toscana è articolata in due anni, dal 2009 al 2011.

 

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Notizie flash

Sono aperte le iscrizioni al progetto Chiaroscuro, un laboratorio interculturale di cinema e teatro. I corsi sono gratuti e per i ragazzi dai 16 ai 30 anni del Mugello e della Val di Sieve. Per iscriversi, contattarci e avere maggiori informazioni cliccate qui! 

"il Libro dimenticato dalla scuola"

Il libro è in vendita

A FIRENZE:

presso la Libreria Edison, Piazza della Repubblica 27/r, Firenze tel.055/213110

o presso la Libreria Martelli, via dei Martelli 10 Firenze, Tel: 055/2657603

A BOLOGNA:

presso il Centro Documentazione Handicap di Bologna, via Legnano 2, 40132 Bologna tel. 051/6415005
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